L’uomo che credeva solo nella scienza
Un noto scienziato fece un giorno questo voto solenne: non avrebbe mai più dato credito, neppure per un secondo, a una convinzione che non fosse scientifica e ratificata dalla comunità internazionale degli studiosi.
Uscì di casa, portandosi dietro la lancia di questa convinzione indistruttibile, e la mattina, in università, andò via liscia.
Tornando a casa, però, accostò l’auto a una panetteria perché si ricordò che sua moglie gli aveva chiesto di comprare del pane.
Stava già per entrare nel negozio, quando si accorse, stupito, che stava già trasgredendo il suo proposito mattutino.
Quella certezza, quella convinzione che dovesse prendere il pane…. era forse scientifica?
Certo, lui ricordava che la moglie lo avesse detto, ma un ricordo bastava alla scienza? Eh no! non bastava neppure ai tribunali, figuriamoci alla scienza!
I ricordi possono essere falsati, la sua tessera Cicap era lì a ricordarglielo: la mente può fantasiosamente colmare lacune, evocare fantasmi, generare false memorie e criptomnesie…
Allora niente pane?
Pensandoci bene, poteva telefonare a sua moglie, e lo fece.
Ma appena chiuse la chiamata, un fastidioso pensiero apparve: anche il ricordo della chiamata appena fatta non aveva nulla di scientifico! Si trattava di un pensiero e nulla più, di cui era al momento l’unico testimone.
Quale comitato internazionale avrebbe avallato un esperimento basato sul ricordo (benché duplice) di un singolo operatore?
Sarebbe peraltro stato difficile convincere tutti gli scienziati del mondo a telefonare a sua moglie per constatare che effettivamente vi era carenza di carboidrati in casa.
Nessuno studio randomizzato sarebbe mai stato fatto, nessuna consensus conference.
Forse poteva risolversi a comprare il pane e basta, fingendo di farlo senza un motivo; buttar via qualche soldo per pura libera scelta…ma questo era forse un comportamento scientifico?
Dopo una buona mezz’ora trascorsa in auto (a volte i cervelloni dedicano anni a problemi che sembrano inutili a noi comuni mortali), il professore appurò con orrore che una grossa fetta delle decisioni che prendeva tutti i giorni non avevano solida base scientifica e, quel che è peggio, che non c’era alcuna soluzione: se voleva vivere, doveva accettare altri criteri di verità, a volte perfino gli stessi criteri su cui si basavano i visionari di fantasmi e di ufo: testimonianze, impressioni, ricordi, coincidenze …era un terribile colpo per la sua mente adamantina!
“Ma che mi racconti, Mattia?!” rise il suo collega sentendo le sue farneticazioni “è ovvio che per le piccole convinzioni non possiamo mettere in moto tutto il macchinario della scienza, si tratta di risparmio! Ma se tu ti convincessi di una cosa enorme, come per esempio di parlare col fantasma di Galvani, allora gli studi si farebbero eccome!”
“Già, ma tutto il resto della vita, quello non validabile con metodo scientifico, su cosa lo baso? Tutte le scelte, le decisioni, le convinzioni piccole e grandi…E poi senti anche questa, che è grossa: la scelta stessa di credere nella scienza, su cosa si basa?”
“Ma sulla logica implacabile del metodo scientifico, è ovvio!”
“Eh no amico mio! Non puoi usare un teorema per dimostrare il teorema stesso. È circolarità, nient’altro che circolarità, un errore da scolaretto: non posso dimostrare la validità del metodo scientifico usando il metodo scientifico!”
“Allora la razionalità, il metodo logico, giustifica la scienza”
“La razionalità? La logica? Ma dimmi: perché essere razionali? Anche qui arriva il circolo malefico: non posso usare la ragione per dimostrare che si deve essere razionali! Semplicemente non è dimostrabile! Ci vuole altro, ci vuole altro…” disse con occhi un po’ sognanti e un po’ folli.
“E vabbeh, allora dai l’ok a tutte le fattucchiere, ai finti maghi, e agli stregoni! Contento te…”
“Stai usando un argomento fantoccio. Non ho mai detto che accetto qualunque cosa come vera, ma solo che ci deve essere un metodo più alto del metodo scientifico per capire la verità, qualcosa che comprende in sé la scienza come sottoinsieme”.
“Va bene allora mettiamo agli atti che oggi è stato scoperto il paradosso che porterà il tuo nome: la razionalità è irrazionale!”
Esisteva una verità più grande della scienza?
Pieno di tormento il professore non si dava pace.
Ma si consolava entrando ogni tanto dal panettiere. Quel pane aveva un sapore quasi proibito, esoterico.
Davide Corvi 5 agosto 2026
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