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Versi tantrici

  VERSI TANTRICI Dal nucleo informe del mattino quando la notte porta ancora le sue sillabe nel cuore fino al tramonto  io nego l’esistenza di tutto ciò che non è amore con la forza della filosofia  con la precisione di Euclide Nego l’esistenza  di tutto ciò che non è pura gioia  E all’improvviso ogni fenomeno appare come manifestazione della divinità  Unico sapore Perfetta trasparenza              D. Corvi                   Monza, ottobre 2020 SPIEGAZIONE DELLA POESIA Il dubbio scettico può essere utilizzato in modo costruttivo, sfruttando le sue affilate argomentazioni contro tutto ciò che è contrario alla propria fede, al proprio centro. Tutto ciò che nell’esistenza fa sorgere dubbi sui propri valori può essere a sua volta messo radicalmente in dubbio con argomentazioni dedotte dall’impermanenza e dalla vacuità (vedi mio articolo su quest’ultima). Il fatto che il...

Staccarsi dall’Io

«Perdonate» disse a un tratto l'igumeno «è stato detto nei tempi antichi: "E presero a dire molte cose di me, alcune anche cattive. Ma io, dopo averle intese, dissi a me stesso: 'Questo è un farmaco di Gesù che mi è stato mandato per guarire la mia anima superba'". E perciò vi ringraziamo anche noi umilmente, ospite beneamato!» E si prosternò fino a terra dinanzi a Fedor Pavlovic. F.Dostoevskij I FRATELLI KARAMAZOV tradotto da Cicognini e Cotta “Possa io recidere i vincoli dell’aggrapparsi a un Sè” Preghiera udita in un centro buddhista tibetano

La novella di Ekov

L’armonia si riscontra in ogni creatura (Otloh di Sant’Emmerano, trad. U. Eco) “ Io sono l’Ātman che risiede nei cuori di tutti gli esseri, o Arjuna, e di tutti gli esseri sono in verità il principio, il mezzo e la fine.” Baghavad Gita , trad. Scarabelli, Vinti Più o meno come capitò a Borges di scoprire in un volume dell’Anglo-American Cyclopaedia una voce che non era presente in tutte le altre stampe ma -misteriosamente -solo in una copia dell’Enciclopedia, anche a me accadde di rinvenire con gioia nel mio Dizionario Letterario Bompiani, Volume V Opere N-P, edito nel 1951, una voce (L’Origine degli Angeli), posta fra “Oriente O Roma” di Josef Strzygowski e “Origine della Medicina” di Johannes-Baptista von Helmont, che  mancava completamente nell’analogo volume del mio amico Luca Galimberti, della stessa annata. La trascrissi  e la inviai a un altro amico, che si vantava di essere un grande conoscitore di letteratura russa. Il testo era breve: L’ORIGINE DEGLI ANGELI ...

La pizzeria metafisica

Alla metà di giugno dell’anno 2001 mi trovai, per una serie di circostanze  piuttosto insolite, ad assistere a una conferenza di teologia e filosofia religiosa all’Università Cattolica di Milano. Un mio amico filosofo doveva partecipare e mi aveva -chissà come- convinto a seguirlo, forse anticipandomi alcune riflessioni che avevano acceso il mio appetito dialettico, vincendo la mia diffidenza agnostica. Il relatore era un esperto di filosofia neo-tomistica e aveva tracciato, a mo’ di introduzione, un excursus sulle famose cinque vie di Tommaso d’Aquino per dimostrare l’esistenza di Dio. Con grande onestà aveva esposto anche in modo convincente tutte le obiezioni che i secoli successivi avevano mosso a queste presunte dimostrazioni e aveva infine proposto una possibile soluzione (che a me parve per la verità un po’ contorta) per far rivivere quella che secondo le sue parole era “la bellezza delle argomentazioni del dottore angelico”. La mia attenzione vagava tra le vette ...

Una pagina di Dostoevskij sulla fede

Un bellissimo dialogo di Dostoevskij sulla fede (I Fratelli Karamazov, Mondadori, tradotto da Cicognini e Cotta, a cura di Igor Sibaldi): ”...Come, come riacquistare la fede? Del resto, io ho creduto solo quand’ero piccina, meccanicamente, senza pensare a nulla... Ma come si fa a dimostrarlo? E ora sono venuta a inginocchiarmi dinanzi a voi per chiedervelo. Se mi lascerò sfuggire anche questa opportunità, nessuno po trà più rispondermi per tutta la vita. Come dimostrarlo, co me convincersi? Povera me! Mi guardo intorno e vedo che per tutti, quasi tutti, è indifferente, che nessuno oggi se ne cura, e io da sola non posso tollerarlo. È qualcosa che ucci de, che uccide!» «Uccide, sì, non vi è dubbio. Ma non si può dimostrare proprio nulla, è però possibile convincersi>> «Come? In che modo?» «Con la pratica dell'amore attivo. Cercate di amare il vo stro prossimo attivamente, instancabilmente. Più progredi rete nell’amore, più vi convincerete dell’ esistenza di Dio e dell’i...

Note al margine di Biancaneve

NOTE AL MARGINE DI BIANCANEVE Grazie alla mia bambina, che preferisce la lettura in automobile al pre-asilo, mi sono goduto la versione originale dei Grimm di Biancaneve. Non mi voglio addentrare nelle qualità letterarie e nel simbolismo dell’opera, che sul piano pedagogico mette in guardia i bambini dall’invidia e dai contatti con sconosciuti apparentemente benevoli, e mostra con il suo ritmo narrativo essenziale e avvincente (realizzando l’ideale suggerito da Cechov: “La brevità innanzitutto, insieme alla semplicità”) che una buona trama può fare a meno di tanti virtuosismi lirici (la trama stessa può farsi lirica: “ E anche gli animali vennero a pianger Biancaneve: prima una civetta, poi un corvo e infine una colombella.”); prima però di compiere il peccato di preterizione esporrò un aneddoto medico o pseudo-medico prendendo spunto dal finale del racconto. Alla mia bambina ho omesso il cannibalismo della matrigna, intenta a divorare quelli che riteneva essere il fegato e i ...

Sulla santità di Chesterton

SULLA SANTITÀ DI CHESTERTON  Molti appassionati lettori di Chesterton riuniti nelle varie società chestertoniane hanno chiesto di avviare il processo per la beatificazione del grande GKC, e di tutta questa affascinante storia un buddhista eugnostico come me dovrebbe semplicemente tacere: non è di mia competenza. Infatti voglio solo prendere spunto in modo leggero da questo fenomeno religioso per alcune brevi annotazioni. Se santo è anche chi molto beneficio dà al mondo, di sicuro le sue opere un tale beneficio l’hanno dato, rallegrando un’umanità letteraria che senza di lui avrebbe dovuto affrontare il Decadentismo e le solitudini dei pensatori moderni senza un briciolo di allegria. Rallegrati non furono solo i suoi correligionari, ma anche persone che della Chiesa potevano indubbiamente fare a meno, come Borges, che come è noto disse: “La letteratura è una delle forme della felicità; forse nessuno scrittore mi ha dato tante ore felici come Chesterton”. Calvino avrebbe ...